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sommario
tutorial
il mio primo fotolibro
Anche con un programma come iPhoto,
dotazione standard di qualsiasi Mac, &
possibile utilizzare le proprie foto per
realizzare un fotolibro, l'equivalente
digitale del classico album delle
fotografie —6.
stampa wireless
stampare da iPhone,
iPad e iPod touch
Ai dispositivi iOS sembrerebbe preclusa
ogni possibilita di stampa, caratterizzati
come sono da una natura tipicamente
wireless e da un tipo di comunicazione
prettamente digitale. Niente di pi
errato: stampare da iPhone, iPad e iPod
touch non solo é possibile, ma anche
estremamente semplice —18,
intervista
Vesperto consiglia:
intervista a Pixartprinting
Per parlare un po’ di quelli che sono i problemi tipici
del mondo della prestampa, abbiamo pensato di
chiamare qualcuno che di documenti da stampare
ne vede parecchi (ma davvero parecchi) ogni giorno,
di tutti i tipi e formati: Matteo Rigamonti, CEO di
Pixartprinting e punto di riferimento di quella che &
senza dubbio la realta italiana pit importante per la
stampa digitale —20.
stampa fine art
il marchio dell’art
Epson apre nuovi orizzonti all'arte e lo fa
con la stampa fine art e un progetto europeo
di produzione digitale di capolavori artistici.
Parliamo di Digigraphie —26.
tutorial
menu bistrot
La produzione di stampati in piccole tirature a prezzi
comunque vantaggiosi é una delle possibilita pi
interessanti offerte dai servizi di stampa digitale:
vediamo come sfruttarla per produrre i menu
per un piccolo ristorante —30.
Direttore
Antonio Greco
Realizzato da Dedamedia S.r..
Coordinatore di redazione
‘Andrea De Marco
Segreteriadiredazione
tice Bisson
Gallaboratort
‘Mauro Baldacci Francesco Pigntel,
Miko Rocca, Valera Teruzai
Progetto grafico e impaginazione
Davide Spagnuol/BluLaps S.C.
Losi
Proprietario ed Editore Il Sole 24 ORES.p.A.
Sede legale via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano
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Stampa
Nuovo Istituto Art Grafiche Sp. A.
via Zanica, 92 - 24126 Bergamo
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Registrazione Trbunale di Milano n 185
3/2005
ROC N* 6553 de 10/12/2001
Fascicolo non vendibile separatamente
dda Applicando . 306 - novembre 2011
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tutorial
speciale dal digitale alla stampa| =
Anche con un programma come iPhoto,
dotazione standard di qualsiasi Mac, é
possibile utilizzare le proprie foto per
realizzare un fotolibro, l’equivalente digitale
del classico album delle fotografie
il mio primo
fotolioro
Con iPhoto si possono creare fotolibri, biglietti e calendari che
possono poi essere trasferiti su carta con la propria stampante
oppure rivolgendosi a un service di stampa digitale, possibilita
offerta dalla stessa Apple, | fotolibri possono essere rilegati in diversi
modi, addirittura con una copertina rigida e relativa sovraccoperta di
protezione, ottenendo cosi un prodotto che non ha nulla da invidiare
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ai libri fotografici che si trovano in commercio. Selezionando dal
menu iPhoto la voce Informazioni sui prodotti per la stampa, si
viene indirizzati alla sezione del sito Apple che illustra i vari tipi di
stampati e i relativi costi (figura 1). Per quel che riguarda i fotolibri
dei quali ci occuperemo in questa sede, il numero di pagine é
compreso fra un minimo di venti e un massimo di cento: il prezzo
base é riferito alla versione con venti pagine e andra aggiunta una
certa cifra per ogni pagina supplementare.
Realizzare un fotolibro con iPhoto non richiede particolari
conoscenze specifiche e pud anche essere un passatempo
divertente, a patto di non pretendere di avere un controllo
totale sul risultato finale. Per la creazione di un fotolibro, iPhoto
mette a disposizione una serie di temi predefiniti che possono
essere personalizzati quasi completamente, diciamo al 90%,
ma per il restante 10% non c’é nulla da fare: se si é disposti ad
accettare qualche compromesso, i risultati possono essere pili che
soddisfacenti. Vediamo quindi quali sono i passaggi necessari per
passare da una semplice raccolta di foto digitali, che rischiano di
rimanere sepolte per sempre nella memoria del nostro Mac, a un
libro fotografico.
Con le fotocamere digitali si finisce quasi sempre con lo scattare una
quantita di foto esagerata ed é quindi opportuno operare una prima
selezione, scartando inutili doppioni (la decina di foto dello stesso
tramonto) e quelle meno significative che non aggiungono nulla alle
sensazioni che vogliamo trasmettere a chi sfogliera il nostro fotolibro.
All'atto dell'importazione, iPhoto suddivide le foto in Eventi il
metodo pit veloce per selezionare le foto consiste nel creare quello
che iPhoto chiama Album, un contenitore che raccolga soltanto le
foto strettamente necessarie. Gli Album di iPhoto non sono altro
che contenitori virtuali che contengono riferimenti alle foto origina
eliminando una foto da un Album, non cé alcun rischio di eliminare
loriginale e, una volta creato Album, possiamo aggiungervi altre
foto in qualsiasi momento.
Un possibile metodo utilizzabile per creare rapidamente un Album
consiste nello sfruttare la funzione di classificazione, Posizionando il
cursore del mouse su una foto, al di sotto di essa compaiono cinque
stelline e per assegnare una classificazione é sufficiente fare clic su
una di queste (figura 2). Ripetiamo questa operazione per tutte le
foto che vogliamo utilizzare.
Per visualizzare soltanto le foto selezionate facciamo clic sull'icona
con la lente d'ingrandimento della funzione Cerca che si trova
nella barra inferiore, in modo da far comparire il menu a comparsa
dal quale selezioniamo poi lopzione Classifica (figura 3): nel
campo immediatamente a destra, facciamo clic sulla prima stellina.
In questo modo iPhoto mostra soltanto le foto a cui abbiamo
ete
assegnato un qualsiasi punteggio. A questo punto, non ci resta che
fare clic sull'icona B, la terzultima nella parte inferiore della finestra di
iPhoto e selezionare Album dal menu a comparsa (figura 4).
Al nuovo Album viene assegnato l’anonimo nome di Album senza
titolo: per cambiarlo é sufficiente fare clic su di esso e digitare un
nuovo nome.
z al ve
Qualsiasi sia il progetto che si vuole realizzare con iPhoto pud
essere opportuno correggere le immagini prima di inserirle, anche
se come vedremo é sempre possibile modificarle in un secondo
momento. Gli strumenti di correzione delle immagini messi a
disposizione da iPhoto sono pi che sufficienti per correzioni che
modificano l'intera immagine mentre per correzioni limitate a zone
specifiche pud essere necessario ricorrere ad altre applicazioni.
Senza arrivare a quello che é considerato il programma principe
per il fotoritocco, Adobe Photoshop, gia con un programma come
Aperture, acquistabile direttamente dal Mac App Store per 62,99
euro, sono possibili interventi zonali molto raffinati.
Tornando a iPhoto, una volta selezionata immagine da correggere,
con un clic su Modifica si accede all’ambiente che permette di
correggere le foto, suddiviso in tre sezioni. La prima é quella delle
Correzioni veloci e qui pud valer la pena fare un primo tentativo
con Migliora. La foto scelta per il nostro esempio é caratterizzata da
un forte contrasto fra luci e ombre e gia con un solo clic del mouse
su Migliora é stato possibile recuperare un maggior dettaglio
nelle ombre, lasciando inalterate le tonalita pits chiare (figura 5:
per evidenziare il risultato, abbiamo prima duplicato la foto con
Comando + D, selezionato la foto originale e il suo duplicato
prima di fare clic su Modifica, in modo da poter avere un confronto
diretto). Se non siamo soddisfatti del risultato, possiamo passare
alla sezione Regola e agire sui comandi a cursore fino a ottenere il
risultato voluto: nell'esempio della figura 6, abbiamo aumentato
un po’ la Saturazione per ottenere un azzurro del cielo pill intenso,
regolato Punti di luce al valore 30 per dare maggiore contrasto
alle nuvole e portato a 50 il cursore delle Ombre in modo da
schiarire maggiormente la strada in primo piano. Non é questa la
sede per illustrare pit in dettaglio le funzioni di correzione delle
fotografie offerte da iPhoto: questo esempio dimostra come sia
possibile correggere una foto con pochi clic del mouse, senza dover
necessariamente ricorrere a programmi pit raffinati.
Impaginare le foto
Una volta selezionate tutte le immagini, possiamo lasciare a iPhoto
il compito di disporle sulle pagine del fotolibro in base ai propri
ctiteri oppure scegliere la foto che dovra comparire sulla copertina
e poi aggiungere manualmente una per una tutte le altre, fino a
riempire il numero di pagine desiderato. Paradossalmente, pud
essere pili veloce questo secondo approccio poiché, se non siamo
soddisfatti del risultato che si ottiene in automatico, spostare poi le
immagini da una pagina all'altra non é proprio unoperazione tanto
immediata. Se poi il nostro libro non vuole essere semplicemente
una raccolta di belle immagini (almeno secondo il nostro punto di
vista), ma un mezzo per raccontare una storia, lordine in cui sono
inserite le fotografie diventa importante.
Se si sceglie il primo approccio, pud comunque essere opportuno
ordinare prima le foto nella loro sequenza corretta: per far questo
é sufficiente selezionare una o pit foto e, tenendo premuto il
tasto del mouse, trascinarle nella nuova posizione. Ordinate le
foto nella giusta sequenza, facciamo clic sullo sfondo in modo da
essere certi che nessuna foto sia selezionata e con un clic su Crea
scegliamo Fotolibro per far comparire la finestra che ci permette di
selezionare uno dei temi predefiniti (figura 7).
| temi messi a disposizione da iPhoto sono una ventina e per la
maggior parte di essi é possibile scegliere fra diverse varianti colore,
individuate dai campioni che compaiono nella parte in basso a
destra dello schermo. Nella parte superiore dello schermo sono
presenti le tre caselle che permettono di scegliere il tipo dirilegatura :
in base al quale sono visualizzati poi i formati disponibili in basso a
sinistra, selezionabili con un clic sulla “taglia”.
I formato in centimetrie il relativo costo sono mostrati nella parte
inferiore sinistra della schermata e immediatamente a fianco sono
presenti le miniature di alcune delle pagine del tema scelto. Con
un clic su Crea, iPhoto provvedera a disporre automaticamente le
foto scelte nelle pagine, eventualmente aggiungendo le pagine
necessarie per ospitarle tutte in base ai propri insindacabili criteri.
Nella schermata che compare in seguito si ha una visione d'insieme
delle pagine del fotolibro appena creato (figura 8): cominciamo
a lavorare sulla copertina. Con un doppio clic sulla miniatura, la
copertina viene ingrandita a tutto schermo e per cambiare qualsiasi
elemento di testo, ad esempio il titolo, non dobbiamo far altro che
cliccarci sopra e digitare il nuovo testo (figura 9). Se volessimo
modificare il layout della copertina non dobbiamo far altro che
selezionarla con un clic in modo da far comparire al di sopra di esse
le opzioni previste dal tema selezionato in precedenza, nel nostro
esempio il numero di foto ¢ il colore dello sfondo (figura 10). Queste
opzioni possono essere visualizzate anche nella parte destra della
finestra di iPhoto facendo clic destro (oppure Ctrl + clic) sul piano
di lavoro e selezionando poi Mostra le opzioni di layout dal menu
che compare a schermo (figura 11). Per modificare l'aspetto delle
il mio primo fotolibro
singole foto dobbiamo invece selezionare Mostra opzioni modello
dallo stesso menu a comparsa (figura 12): in questo modo é possibile :
cambiare il tipo di bordo oppure applicare un Effetto 0 accedere a
Modifica foto per eventuali correzioni. I cursore che compare sopra
la foto é quello che permette di modificare 'ingrandimento e per
spostare le fotografie all'interno della cornice é sufficiente tenere
premuto il tasto del mouse.
E sempre possibile sostituire una foto con un‘altra: per prima cosa,
facciamo clic destro sulla foto e selezioniamo Mostra pannello foto
dal menu che compare a schermo (figura 13), scegliamo la foto da
inserire e la trasciniamo nella posizione desiderata. Non @ invece
prevista la possibilita di variare lo spazio occupato da una foto,
ruotarla o tagliarla, passare ad esempio da una foto rettangolare a
una quadrata. Proprio limpossibilita di controllare il taglio delle foto é
forse la maggior limitazione di iPhoto.
Tutte le operazioni appena descritte si possono ripetere per le
altre pagine del nostro fotolibro. In linea di massima, il risultato
che si ottiene lasciando che iPhoto disponga automaticamente
le immagini é abbastanza gradevole, ma possono capitare anche
errori grossolani, come quello mostrato in figura 14 dove alla foto
di un gruppo di ragazze é stata sovrapposta un‘altra foto che non ha
alcuna attinenza, oltretutto nella posizione peggiore possibile.
Nel tema scelto per questo esempio é presente una pagina
contenente una mappa e alcune pagine contenenti testo; altre
Pagine con questi contenuti possono essere aggiunte in qualsiasi
posizione selezionando Pagina di testo o Mappa dal menu a
discesa Layout del pannello laterale che si visualizza facendo clic
su Formato. Nel caso delle mappe si pud scegliere fra diverse
rappresentazioni grafiche, ingrandirle, spostarle nella posizione
voluta e aggiungere segnaposto per le localita, eventualmente
collegandole con linee diritte o curve (figura 15). Se alle foto é gia
stata in precedenza assegnata la posizione in cui sono state scattate,
ricavata dai dati del GPS delle fotocamere che ne sono prowviste o
sfruttando la funzione Luoghi di iPhoto, le localita compariranno
automaticamente sulla mappa.
Al termine del lavoro é possibile creare un file in formato PDF
semplicemente selezionando l‘opzione Salva fotolibro come PDF
dal menu che appare facendo clic destro in un‘area qualsiasi del
piano di lavoro. Il file PDF pud essere utile per due motivi: si pud
fare una copia con la propria stampante oppure si pud inviare a un
service di stampa, qualora non ci si voglia rivolgere, per qualsiasi
motivo, al servizio offerto da Apple. In caso contrario, con un clic
su Acquista fotolibro compare il riepilogo dell/ordine (figura 16)
nel quale é possibile specificare il numero di copie desiderato:
all'importo visualizzato in precedenza nella fase di selezione del
Tema si aggiungono le spese di spedizione e Iva é calcolata sul
totale. Con un clic su Cassa si formalizza l'acquisto specificando
il proprio ID Apple, quello normalmente utilizzato per gli acquisti
tramite iTunes. Nel giro di qualche giorno, una settimana al massimo,
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Stampa
(ee
2
auia | Opzioni stampante
1205
iPad e iPod
In uno degli aggiornamenti a iS 4, precisamente nella versione
4.2, Apple ha inserito la tecnologia AirPrint, che introduce la stampa
wireless da Phone, iPad e iPod touch. Per usare AirPrint é necessario
avere un iPad, un iPhone (3GS 0 successivo) oppure un iPod
touch (di terza generazione o successiva), con iOS 4.2 0 superiore.
Naturalmente, é necessario che anche la stampante supporti
AirPrint: sul mercato ne esistono gia diverse e il supporto per questa
tecnologia Apple si sta diffondendo.
‘Ad esempio, HP (www.hp.com) offre gia da tempo numerosi
modelli compatibili con AirPrint; Epson (www.epson.t) ha
annunciato che la stampa wireless via AirPrint sara introdotta in
diversi modelli inkjet a partire da questo autunno; Canon (w
) ha recentemente comunicato che essa é stata aggiunta
in alcuni nuovi modelli di multifunzione PIXMA e che a breve sara
presente nella quasi totalita delle stampanti Canon PIXMA.
Per stampare mediante AirPrint non é necessario installare alcun
driver né collegare cavi o adattatori. E tutto automatico, trasparente
ed estremamente semplice. La stampante deve essere collegata
€ raggiungibile nello stesso network locale a cui é connesso
il dispositivo iOS; quest’ultimo individua automaticamente le
stampanti compatibili, ce le propone e, una volta selezionata quella
da usare, vi si collega sulla rete wireless. AirPrint é disponibile
allinterno di molte delle App di iOS e di Apple (Safari, Mail,
immagini, ma anche per i documenti iWork e i PDF di iBooks) e
da qualsiasi App di terze parti che supporti le funzioni di stampa.
Vediamo come funziona AirPrint, con un esempio effettuato da un
iPhone 3GS (ma le operazioni sono del tutto analoghe sugli altri
dispositivi iOS) con installato iOS 4.3.5.
Da un’App che supporta le funzioni di stampa, ad esempio Mail 0
iBook, raggiungiamo lopzione di stampa (solitamente é insieme
alle funzioni di condivisione: consultare la documentazione dell’App
stampare da iPhone, iPad e iPod touch
‘Opzieni tampons Stampante
Officejet Pro 8500 A910 [A80...
Intervallo
touch
per individuare il comando). Facendo tap su Stampa (figura 1), 10S
mostra il pannello Opzioni stampante (figura 2). Quindi, toccare
il campo Stampante (seleziona stampante) per selezionare la
stampante. iOS mostrera l'elenco delle stampanti compatibili
1 copia
Fronte/retro
presenti nel network locale (figura 3). Toccare la stampante per
selezionarla e tornare alla schermata Opzioni stampante. Qui,
sono visualizzate e personalizzabili le impostazioni di stampa
(figura 4): esse possono variare a seconda dell’applicazione, del
tipo di documento e dalla disponibilita delle singole opzioni sulla
stampante selezionata. Solitamente é possibile definire |'Intervallo
Stampo su “Officejet Pro 8500 A910
[asossry]"
Invio alla stampante
Stampante Otticejet Pro 8500.
Tutte le pagine >
Tutte le pagine
Pagine 1-10
>
di pagine da stampare e le copie. Potrebbe essere disponibile anche
l'utile opzione Fronte/retro. Se necessario, definire I'Intervallo
pagine e toccare Opzioni stampante per tornare alla schermata
precedente (figura 5), e aumentare o ridurre il numero di copie da
stampare, toccando i tasti + e -. Quando la nostra configurazione &
completa, toccare Stampa. Apparira la schermata di informazioni
sull'invio dei dati alla stampante (figura 6), chiaramente in modalita
wireless.
Se si visualizza la barra delle applicazioni ative, con un doppio
tap sul tasto Home, si pud notare che é presente l’icona Centro
Stampa (figura 7). Toccando Centro Stampa si accede alla
schermata di riepilogo sulle stampe in corso (figura 8). Oltre alle
varie informazioni, qui é anche possibile interrompere la stampa,
toccando Annulla stampa.
cocumento ipad2_manuale_utente
Officejet Pro 8500 A910...
copie 1
‘vontareiro Disattivato
avinta ogi 10:45
Stampo 1 di 1...
Annulla stampa
intervista
20
lesperto consiglia:
Intervista.
a Pixartorinting
Per parlare un po’ di quelli che sonoi problemi
tipici del mondo della prestampa, abbiamo
pensato di chiamare qualcuno che di documenti da
stampare ne vede parecchi (ma davvero parecchi)
ogni giorno, di tuttii tipi e formati: Matteo
Rigamonti, CEO di Pixartprinting e punto di
riferimento di quella che é senza dubbio la realta
italiana pid importante per la stampa digitale
speciale dal digitale alla stampa
! Trovare Matteo Rigamonti non é stato semplice, immerso come nei
suoi mille impegni: intervista cadeva tra I’altro proprio durante il
lancio della pagina di Pixartprinting su Facebook, il famosissimo
social network. La notizia ci ha incuriosito e abbiamo subito
chiesto lumi a Matteo riguardo questo altro, ennesimo passo di
Pixartprinting alla conquista di Internet.
©) Matteo, anche tu nel popolato mondo dei social network?
Siamo in effetti un po’ titubanti su questo, perché é probabile che
Facebook rappresenti un po'la moda del momento, come pochi
anni fa lo era MySpace. Per non parlare di Second Life, fenomeno
molto curioso ma che si é sgonfiato quasi subito. Abbiamo perd
| @ Matteo Rigamonti, CEO di Pixartprinting
esperto consiglia: intervista a Pixartprinting
pensato di provarci, e di valutare quale sara I'impatto e se varra
la pena continuare. In realta io mi sento un po’ come la vecchia
guardia di Internet, di quelli che ricordano ancora comera la Rete
agli inizi, ma i miei collaboratori hanno insistito per percorrere
questa strada e abbiamo deciso di provarci.
) In effetti il trend Pixartprinting ha fatto un po’ scuola:
oramai il web to print é un mercato in via di sviluppo.
II fiorire di diverse realté che propongono prodotti simili ai nostri é
un fenomeno normale, similmente a quanto é successo subito dopo
la liberalizzazione della telefonia fissa in Italia. Attualmente i nostri
volumi di lavoro sono molto consistenti: tanto per fare un esempio,
secondo Durst il consumo medio per azienda é di 2.000 litri 'anno,
mentre noi ne facciamo circa 10.000. Con questi numeri é davvero
difficile avere concorrenti, anche se qualche idea in giro I’ho vista
Con il tempo le cose si stabilizzeranno e il numero di realta davvero
competitive si fermera a poche unita, forse una decina in tutta
Europa.
© A proposito di futuro, come procedono i lavori per la vostra
nuova sede?
In effetti avevamo chiuso per l’acquisto del terreno dove costruire
la nuova sede, ma poi abbiamo valutato un’offerta migliore,
che ci consente di utilizzare il terreno a fianco di quella attuale
per ampliarla e passare cosi dagli attuali 12.000 metri quadri di
superficie a 24.000. II terreno ancora a disposizione, poi, ci dara
Voccasione di crescere ancora un po’ in futuro, se le condizioni lo
richiederanno.
©) Nel frattempo, come procedono le novita sul lato stampa?
Abbiamo installato le dieci Indigo HP, che in pratica necessitano
di un tecnico HP sempre presente (anche se, di tanto in tanto,
avremo bisogno anche di un altro). La campagna Promo Pack ha
avuto un successo straordinario e stiamo lavorando 24 ore su 24
per soddisfare le richieste: sono molto soddisfatto di questo trend,
che sinceramente ci ha sorpreso. Al momento abbiamo un partner
a tempo pieno su questo progetto ma stiamo valutando altre
soluzioni, perché anche cosi siamo al massimo della produzione.
Anche quest'anno abbiamo avuto un aumento del 50% del nostro
volume di stampa, che é quanto di pid possiamo fare, senza
snaturare la nostra realta (qualche cosa cambiera l'anno prossimo
con la nuova sede, NdA).
©) Ok Matteo, ma adesso parliamo un po’ degli inevitabili
problemi che una realta come la vostra deve affrontare ogni
giorno con i documenti inviati dai clienti. Com’é la situazione?
Beh, su questo devo dire che non sono molto preparato: per
fortuna, da circa un anno abbiamo un nuovo software, sviluppato
@ La sede di Pixartprinting a Quarto d’Altino (VE)
da noi, che controlla tutto il flusso di lavoro ed esegue in
automatico i controlli sui document, provvedendo a risolvere i
problemi segnalandoli al nostro personale oppure rimandando la
richiesta al cliente. lo ho seguito la programmazione gestendo le
linee quida, ma non mi sono mai addentrato nei dettagli.
Per quelli, forse é meglio chiedere ad Alessandro Tenderini il
nostro Direttore Generale, che invece li segue ogni giorno piu da
vicino.
speciale dal digitale alla stampa| ®
intervista
@ Aumentare la superficie degli
Bho NCEP PEA ON GSN
©) Perfetto: Alessandro, che cosa ci dici riguardo quelli che
sono gli errori pitt comuni degli utenti in fase di invio?
Beh, da una parte rileviamo una forse insufficiente dimestichezza
con quelle che sono le regole pit comuni della stampa: ma si
badi bene, non voglio con questo colpevolizzare gli utenti, che
in quanto tali non sono - giustamente - tenuti a conoscere i
dettagli dei processi che invece ci riguardano. Pit che altro intendo
sottolineare come, a volte, si tenda ad abusare di alcune delle
caratteristiche pil appariscenti dei software creativi, generando
cosi documenti spesso belli da vedere ma con caratteristiche molto
difficili da riprodurre su carta.
Parte della colpa é sicuramente da attribuire alle software house,
che nell’insistenza a inserire nuove funzionalita nelle ultime
versioni, spesso dimenticano che, cosi facendo, contribuiscono
a ingigantire oppure invalidare i relativi documenti PostScript,
mettendo in crisi i nostri RIP e le nostre stampanti.
Tu credi quindi che il tutto sia dovuto a un gap di potenza
oppure c’ dell‘altro?
Personalmente ho notato che i software che gestiscono i RIP si
aggiornano (molto) meno frequentemente dei software di grafica
DTP, proprio per una questione di stabilita: le novita introdotte da
software come Illustrator, InDesign o XPress spesso necessitano di
un paio d’anni per essere implementate correttamente dai software
RIP, ed & plausibile, perché questo é il tempo richiesto dai tecnici
per verificare che tutti i processi funzionino perfettamente. D’altra
parte l’elaborazione dei PostScript (o PDF) é l’ultima fase prima
della stampa e deve essere non meno che perfetta: non ci si pud
permettere errori, anche minimi, che invece sono perdonati nei
software di tipo desktop.
LICANDO.COM
elementi oltre il bordo, di qualche
millimetro, aiuta a risolvere diversi
problemi di taglio dovuti allo
slittamento della carta
@ Quando si producono
documenti PDF é sempre
bene includere le font al loro
interno, oppure allegarle
ai documenti InDesign,
Illustrator o XPress, quando
aperti, in modo da permettere
a chi stampa di mantenere
inalterato il design
Ni documento "I fante che dorme.inds" usa aun font non disponiil ne!
‘satema. li testo verrh formattato con un font di sastituzione finché il font
originale non sard disponibile
4
The Sans Ught- Light Cape
Font mancant: sosttuti da font predefint
f,) E per quanto riguarda particolari pid pratici, come le font?
Anche da questo punto di vista, nonostante il miglioramento dei
software grafici, la gestione delle font non é ancora cosi sicura come
lo é, ad esempio, la tracciatura degli stessi (trasformare una scritta in
tracciati é una funzione molto comune in quasi tutti i software grafici,
NdA). La cosa migliore sarebbe che, nel momento in cui un software
crea un PDF per la stampa, si occupi anche di eliminare tutta quella
parte degli elementi che potrebbero essere fuorvianti per i RIP, quali
l'appiattimento dei livelli, il tracciamento delle font e la definizione
di foratura e sovrastampa. Questa fase, automatica, permetterebbe
di creare un documento PDF visualizzabile e stampabile
correttamente, senza nessuna controindicazione,
© Ok, ma adesso giriamo la domanda dal punto di vista del
cliente: a quali errori Pixartprinting pué riparare e quali sono
quelli per cui, invece, il documento viene rimandato al cliente?
esperto consiglia: intervista a Pixartprinting
TRanailla
impostazioni: { Prestampa Europa 3 =) —
nce (haope aca Sia
cue Ma 89 1647-12800 —
A Anteprima
© La finestra di Gestione colore (qui presa da
Photoshop), che stabilisce Iutilizzo dei profil colore:
utilizzare uno dei preset in alto diminuisce il rischio di
spiacevoli incomprensioni verso le realta di stampa
Spesso il problema della sovrastampa é curato internamente,
specie nei casi di tinte uniformi; il problema maggiore sta nella
mancanza delle font all’interno dei PDF: noi non possiamo
Utilizzare le nostre font, perché c’ il rischio che, pur con lo stesso
nome, la font mostri una versione diversa, con gravi problemi di
riflusso del testo (in particolare nei testi lunghi). In questo caso,
che é il pit: frequente, il documento viene rimandato al cliente.
Noi ci rendiamo conto che spesso la generazione di un PDF
corretto prevede alcune conoscenze che il cliente non é tenuto
ad avere, ed é per questo che le software house dovrebbero
prevedere un’uscita in PDF adeguata e automatizzata.
© Per questo ci sarebbe lo standard PDF/X.
Il PDF/X offre maggiori garanzie ma la sua generazione @ anche
un percorso a ostacoli. Capita che, nel corso della creazione di
un PDF/X, appaiano diversi messaggi da parte del software, che
avvisano I'utente di eventuali problemi presenti: il punto é che
spesso l'utente non é in grado di capire oppure di intervenire per
risolvere questi problemi e di conseguenza preferisce virare su
soluzioni non certificate ma pit facili
© Altre cose che ti vengono in mente?
Molto importante sarebbe anche che i software agissero
nativamente con la visualizzazione dell’anteprima della sovrastampa
attiva, cosi da far percepire all'utente in modo diretto il risultato
finale, Invece la funzione Anteprima sovrastampa é disabilitata,
fattore che porta gli utenti a fare errori anche grossolani. Stesso
discorso peri colori RGB: dovrebbe esistere una funzione integrata
nei visualizzatori di PDF che mostri i colori RGB fuori gamma, 0, a
ogni modo, gli stessi quando stampati in quadricromia
©) in un’ipotetica classifica dei maggiori problemi, che cosa
varrebbe la pena citare oltre alle font e ai problemi del
PostScript?
Uno dei difetti pil: comuni é senza dubbio la mancanza di vivo (la
pratica di estendere il colore di qualche millimetro esternamente al
bordo, per proteggere lo stampato dai tipici difetti dello slittamento
@ Attivare la visualizzazione
Anteprima sovrastampa in
IMlustrator 0 InDesign permette di
vedere lo stato reale del documento
«osi come sara stampato, ed evitare
spiacevoli sorprese (come nella
figura di destra)
speciale dal digitale alla stampa| =
intervista
@ Il sito web Pixartprinting.it
della carta in fase di taglio, NdA): in questo perd dobbiamo fare
anche un piccolo mea culpa.
Spesso, in passato, abbiamo provveduto noi a creare il vivo nei
documenti che ne necessitavano, spesso senza interpellare il
cliente (che non si accorgeva di nulla), che perd non veniva
educato correttamente. Adesso invece, per una questione
di tempi e di flusso del lavoro, ci é impossibile intervenire e
abbiamo iniziato a sensibilizzare di pit i clienti, con un lento ma
progressivo miglioramento. Altri difetti sono l'utilizzo di colori
RGB, in particolar modo in tinte impossibili da riprodurre, anche
se utilizzassimo dei colori Pantone o simili: riallacciandomi alle
tematiche di prima, sull’abuso di alcune funzioni dei software,
‘spesso notiamo un abuso dei Livelli e della Trasparenza, anche
solamente per creare delle tinte (che sarebbe meglio ricavare dalla
miscelazione dei colori primari).
Come prima, anche in questo caso sarebbe meglio che i software
@ Allinterno del sito
Pixartprinting.it é presente un
banner con incluse alcune regole
fondamentali da rispettare per cobtimmebeot
pixartprinting.it
diminuire il rischio di errori di
stampa
erent tions tomatoe
me paranine ca n
EDIE Eire remo emt name Te ae ana oe hae
Pra
atotEtpge soe Sane
SS
So eee
oo ete nem act
a oem
Fesperto consiglia: intervista a Pixartprinting
© Un tipico esempio di interpolazione: qui sopra troviamo la foto
originale, mentre a destra la stessa, rimpicciolita e poi riportata
alla dimensione normale; tutte le informazioni sui dettagli, una
volta persi, non possono ritornare come prima. Linterpolazione di
Photoshop quindi, pur possibile, non pud essere la soluzione a tutto:
se un‘immagine é troppo piccola, forse é il caso di sostituirla
impedissero queste pratiche, che poi portano a errori vari nei
software dei RIP, rendendo pit ardua la stampa da parte nostra e
piu difficile la valutazione da parte dell’utente nel risultato finale.
©) Aproposito di colori: come vi comportate riguardo alla
presenza dei vari profili colore?
La questione dei profili colore é molto delicata: é chiaro che
all‘interno della nostra azienda utilizziamo dei profili colore
per ottimizzare la stampa, per cui, quando un cliente ci invia
un documento, cerchiamo di adattare i suoi profili ai nostri o
perlomeno ci proviamo, quando vengono utilizzati profili standard
‘che conosciamo. Talvolta, perd, arrivano profili colore creati ad
hoc dagli utenti oppure del tutto sconosciuti, e noi ci troviamo
costretti a rimuoverli perché non hanno alcuna attinenza con il
nostro flusso di lavoro. II vero problema é che spesso i clienti non
sanno neppure di utilizzare dei profili colore, perché probabilmente
le foto che utilizzano sono state fornite loro da terzi.
Noi cerchiamo di adeguarci sin dove possiamo, provvedendo
a rimuovere tutti i profili a noi sconosciuti, come d’altra parte é
indicato chiaramente sul nostro sito.
© Infine un argomento molto caldo: risoluzione.
Per questo argomento potremmo organizzare una convention e
parlare per due mesi (ride, NdA). | problemi legati alla risoluzione
sono molti e dovuti anche in parte alla cattiva informazione che
arriva dai film e telefilm pit famosi, nei quali basta applicare un
semplice algoritmo per guadagnare punti in un‘immagine, quando
nella realt& loperazione, pur fattibile, non pud offrire risultati
accettabili. C’é anche molta confusione tra risoluzione di output
e di input, per cui spesso ci arrivano anche immagini a 1.400 dpi,
quando una risoluzione di 300 dpi per una immagine in scala 1:1
sarebbe piu che sufficiente in qualsiasi tipo di stampa.
I nostro software ovviamente blocca le immagini che non
rispondono alle richieste minime di risoluzione (che possono variare
in base al tipo di stampa) ma nulla pud contro le immagini che sono
state interpolate, alle quali, cioé, é stata aggiunta della risoluzione
in modo artificiale (operazione molto semplice con applicazioni
‘come Photoshop), che pur rispondendo alle esigenze tecniche
di risoluzione, degradano la qualita in modo sensibile. Purtroppo
non esistono software in grado di eseguire una discrezionalita
delle immagini basandosi sulla qualita, quindi é impossibile
automatizzare questa fase: qualche cosa é fermata subito in fase
di prestampa; spesso é |‘operatore della macchina da stampa che,
notando la scarsa qualita delle immagini, awvisa il customer care, il
quale a sua volte richiama il cliente. Ma non @ comunque possibile,
per una realta industriale e automatizzata come la nostra, controllare
tutti i lavori come awviene nelle aziende pit artigianali.
Quando l'errore emerge a stampa eseguita, mediamo con il cliente,
cercando, quando possibile, di ristampare il lavoro gratuitamente
con i contenuti corretti, Tuttavia una maggior attenzione da parte di
chi invia il materiale permetterebbe di risparmiare tempo a tutti, con
una garanzia di qualita senza dubbio maggiore. r Ay
26
speciale dal digitale alla stampa
stampa fine art
Epson apre nuovi orizzontiall’arte elo fa :
con la stampa fine art e un progetto |
europeo di produzione digitale di
capolavori artistici. Parliamo di Digigraphi
Una nuova tecnica di stampa e di produzione destinata ad artisti,
fotografi, ma anche a gallerie darte e musei, e che ha aperto nuovi
orizzonti all’Arte, come inusuale forma di espressione artistica e
garanzia di eccellenza certificata. Tutto cid é Digigraphie, progetto
firmato Epson che é stato presentato ufficialmente in Francia,
a Parigi, in occasione del centenario del Salon d’Automne, il 13
novembre 2003. Per molto tempo fotografi, pittori, artisti digitali e
diarti plastiche, ma anche fornitori di servizi per le belle arti come i
DIGI
GRAPHIE'
by Epson
—— i
ilaboratori, hanno fatto ricorso alla tecnologia delle stampanti
Epson per la riproduzione di stampe fine art e hanno quindi
tracciato la strada per una nuova disciplina: la produzione digitale
di capolavori artistici. Da queste esperienze é scaturito il marchio
Digigraphie® by Epson, nato appunto in Francia e ora diffuso in
tutta Europa, garanzia di qualita e valore nel tempo per fotografi,
artisti, gallerie e grandi musei. Giovanni Pizzamiglio, Business
Manager Pro Graphics di Epson Italia ci spiega: “La domanda di
opere di fotografia e arte digitale é in costante aumento, e al
giorno doggi la tecnologia permette a tutti di possedere le proprie
opere preferite sotto forma di riproduzioni in edizione limitata.
Per gli artisti e i fotografi professionisti é essenziale avere il
controllo delle proprie produzioni al fine di proteggerne il valore
presente e futuro. Ecco perché Epson propone un marchio di
eccellenza come Digigraphie. Grazie alla qualita ed esperienza di
Epson nel campo della riproduzione digitale di capolavori artistici,
la certificazione Digigraphie é in grado di soddisfare le esigenze sia
dei clienti, sia dei professionisti’.
Tecnologia per l’arte
Digigraphie é frutto di anni di ricerca tecnologica Epson sulle
prestazioni delle stampanti inkjet professionali, nonché sulla
resistenza e la qualita della gamma di inchiostri a pigmenti Epson
UltraChrome.
Il marchio di validazione Digigraphie, apposto sulla stampa con un
timbro a secco, certifica che opera é stata creata con un processo
digitale rigoroso che garantisce loriginalita della riproduzione
artistica digitale e permette di offrire al mercato un‘ampia
gamma di opere di qualita in edizione limitata. Le opere digitali
prodotte con la certificazione Digigraphie vengono realizzate
con le stampanti professionali Epson Stylus Pro e con I'utilizzo di
DIGI
GRAPHIE’
by Epson
inchiostri Epson UltraChrome, UltraChrome K3 e UltraChrome K3
Vivid Magenta, su una gamma di carte Fine Art certificate
in grado di soddisfare gli elevati standard qualitativi richiesti
dal mercato dell'arte e del collezionismo. opera cosi riprodotta,
GRAPHIE
speciale dal digitale alla stampa| ©
stampa fine art
numerata e autenticata dalla firma dell’artista, é accompagnata da
un certificato di garanzia. Gli inchiostri Epson UltraChrome sono
dotati di una gamma di otto colori; inoltre, grazie alle tre densita
diinchiostro nero ea un driver di stampa avanzato restituiscono
morbide gradazioni di colore e consentono un controllo delle
tonalita e delle sfumature nelle stampe in bianco e nero. Le
immagini prodotte sono omogenee e durano pili a lungo grazie alla
precisione della testina di stampa Epson Micro Piezo e all'utilizzo di
inchiostri a pigmenti ad elevata densita e resistenza.
Collezioni di prestigi
Diffuso e riconosciuto a livello europea, il marchio di validazione
Digigraphie* by Epson, per le opere digitali in serie limitata, ha
riscosso sempre maggiore interesse e apprezzamento anche
sul mercato italiano. In Italia, l'innovativa tecnologia Epson é
riconosciuta nel campo della fotografia professionale per l'elevato
standard qualitativo. Oggi sono molti i fotografi che usano
stampanti e supporti di stampa Epson per realizzare le proprie
mostre di fotografia e riprodurre i propri scatti. Allo stesso modo,
gli artisti digitali guardano con crescente attenzione alle possibilita
offerte dalla tecnologia Epson e sempre pit [a utilizzano per
dare forma alla propria visione artistica. “Dal lancio in Italia
nel 2007 - ci racconta Pizzamiglio - il progetto Digigraphie si
& progressivamente affermato: a oggi possiamo annoverare
pili di 100 artisti Digigraphie presenti nella galleria online su
www.digigraphie.com/it, di cui circa 40 creano direttamente
e certificano le proprie opere digitali. Esiste inoltre una rete di
oltre 40 Laboratori Certificati Digigraphie, selezionati grazie alle
loro elevate competenze tecniche nel campo della riproduzione
fine art di alta qualita.’ | Laboratori Certificati sono, da un lato, gli
interlocutori diretti di fotografi e artisti digitali che decidono di
produrre i propri lavori avvalendosi di questo esclusivo marchio
di validazione. Dall’altro, possono rappresentare un valido
riferimento di consulenza e supporto tecnologico per gallerie
diarte, musei e archivi che desiderano proporre edizioni limitate
Digigraphie Collection. "II prestigio riconosciuto al marchio -
conclude Giovanni Pizzamiglio - ci viene confermato oggi in Italia
da 5 Gallerie Digigraphie che hanno gia scelto di produrre, esporre
e commercializzare opere provenienti dalle proprie collezioni,
certificandole con il prestigioso timbro Digigraphie Collection”
Applicando é Ia pili prestigiosa
pubblicazione italiana dedicata al
Mac e al mondo Apple.
E il punto di riferimento pit: auto-
revole per i professionisti che
lavorano con i prodotti basati
sulla piattaforma Mac. trattando
tematichechevannodallacreativita
digitale alla programmazione, alle
applicazioni office all’open source
e al networking.
Con l’awento del fenomeno iPod,
e ora anche iPhone e iPad,
Applicando é inoltre, e sempre
di piu, anche |a rivista del Digital
Lifestyle targato Apple.
COMPRESO NELL’ABBONAMENTO
IL SERVIZIO DI NEWSLETTER
7 mM ]
PLILANDU
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i Sole 52,00 euro anziché
DATI ANAGRAFIC!
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m tutorial
menu
bistrot
La produzione di stampatiin piccole
tirature a prezzi comunque vantaggio:
una delle possibilita piu interessanti offerte
dai servizi di stampa digitale: vediamo
come sfruttarla per produrre i menu per un
piccolo ristorante
speciale dal digitale alla stampa
Fino ad alcuni anni fa, quando la stampa digitale non era cosi diffusa,
produrre dei bigliettini da visita, un volantino 0 qualsiasi altro
stampato di piccolo formato, dal punto di vista economico era una
cosa piuttosto impegnativa. II preventivo di spesa variava, e anche di
molto, in funzione del numero di colori da stampare (i! pil costoso
era ed é la quadricromia), il tipo di formato, i! tipo di carta, il numero
di copie. A tutto cid si dovevano aggiungere i costi di avviamento
della machina da stampa off-set (pellicole, lastre e quant’altro) e
: dopo tutto cid il prodotto finito non veniva consegnato mai prima di
! diversi giorni, se andava tutto bene.
abbondanza
(3-5 mm)
i aa ras |
21cm
Piega
WWWAPPLICANDO.COM
menu bistrot
Quarta
facciata
Tera
| | facciata
T, Seconda
facciata
Prima
facciata
Per fortuna oggi le tipografie che adottano sistemi di stampa
digitale sono aumentate di numero e molte di esse hanno aperto
siti Internet attraverso i quali é possibile inviare i propri file e
ricevere a casa il prodotto finito dopo pochi giorni, spesso a costi
molto interessanti e, soprattutto, stampato anche in pochissime
copie, se necessario. Quest’ultimo aspetto é senz’altro il pil
interessante ed é quello che pil di ogni altro invita a provare questo
tipo di servizi. Pensate a chi deve produrre e stampare, ad esempio,
dei menu per un piccolo ristorante. Difficilmente le esigenze di
un piccolo locale superano le 100 copie, e la stampa di quantita
superiori al reale fabbisogno (per abbattere i costi di produzione)
non é una strategia economicamente vantaggiosa, soprattutto se,
dopo la prima stampa, il cuoco decide di cambiare qualche piatto o
\'amministrazione deve operare una variazione dei prezzi. In pratica,
tutte le spese sostenute sarebbero mandate in fumo in un attimo.
Con la stampa digitale, il cui costo supera di poco qualche centinaio
di euro per le famose 100 copie, un’eventuale ristampa per disporre
di menu sempre aggiornati e mai logori risulterebbe una spesa
assolutamente accettabile e con un ritorno di immagine dal valore
enormemente maggiore. Vediamo, quindi, come realizzare questo
menue, a lavoro finito, preparare ifile per la spedizione online in
tipografia.
La prima cosa da fare, prima di metterci al lavoro, @ individuare
il sito giusto per le nostre necessita, concentrandosi sui servizi
offerti e sulle informazioni tecniche fornite per la giusta
preparazione dei file prima di effettuare l'invio del materiale.
Scegliamo oculatamente il formato e valutiamo tutte le opzioni
come il numero dei colori, |a grammatura e la tipologia della
carta, 'eventuale plastificazione e piegatura, ma soprattutto
non dimentichiamo di prevedere, in fase di progettazione
I"abbondanza’. Questa voce (troppo spesso dimenticata dai meno
esperti) é molto importante soprattutto se il progetto prevede
la presenza di elementi grafici o fotografici“al vivo" Significa che,
se vogliamo vedere unimmagine stampata fino al bordo della
pagina, bisogna aumentare le dimensioni del formato su cui
stiamo lavorando di alcuni millimetri (solitamente da 3 a5 mm) e
lavorarci come se facesse parte del progetto. Quando la stampa del
menu sara completata e verra effettuata loperazione di “rifilo” (il
taglio della carta eccedente) non correremo il rischio di vedere un
antiestetico filo bianco intorno allimmagine prevista al vivo.
Per il nostro menu adotteremo un formato aperto A4 (21 x 29,7
cm, figura 1). Questo significa che prevedendo una piegatura
centrale (sul lato lungo) si avranno quattro facciate su cui lavorare
(figure 2 e 3). II progetto non prevede I'utilizzo di foto, ma solo
elementi realizzati in grafica vettoriale. Limpaginazione del menu
sara realizzata con InDesign di Adobe mentre illustrazioni, logo e
pittogrammi sono state realizzate con Illustrator.
Quarta
facciata
Prima
facciata
Seconda
facciata
Terza
facciata
WIWW.APPLICANDO.COM
speciale dal digitale alla stampa| *
tutorial
TE ee een 4 |
SA Pagine affiancate
Xicornice di testo mastro
7
Numero di pagine: 1
Soles ales
Dimensioni oni
3297 mar
F210mm
Orientament
Predefinito per documento: { [Personalizzato} io] € rd
Intento: {Stampa cz) Annulla
definite,
(Meno opzioni_—_») =f
Raccogliamo i vari elementi in una cartella (logo, illustrazioni
€ pittogrammi), tanto per avere tutto sotto mano. Quindi
apriamo InDesign e impostiamo il nostro formato tenendo conto
dell'abbondanza. Non impostiamo alcun valore per la stampa
dei crocini di registro perché i service di stampa digitale non li
richiedono (figura 4).
Definiamo il centro per la piegatura e lo facciamo con un artificio
semplice ma efficace: calcolare la meta di 29,7 é facile (soprattutto
con la calcolatrice!). Pid difficile @ individuare esata posizione
sul foglio della guida che indichera la piega. Tracciamo due linee
perpendicolari tra loro, una per tutta la lunghezza orizzontale
e l'altra per tutta I'altezza del foglio di lavoro. Selezioniamole e
allineiamo con lo strumento Allinea centri orizzontali (figura 5).
Sostituiamo la linea verticale con una guida e iniziamo il lavoro.
Per prima cosa realizzeremo le facciate 1 e 4 (tecnicamente prima
e quarta di copertina), in pratica quelle che sono visibili quando il
menu é chiuso. A partire dal centro, disegniamo con lo strumento
rettangolo la zona dove verra posizionato verticalmente il logo
ecoloriamo il rettangolo con un colore precedentemente creato
(figura 6). Importiamo il logo e ruotiamolo in modo da fargli
occupare tutta l'altezza tra i due margini interni della pagina. A
lavoro ultimato la fascia rossa risultera essere al vivo della pagina
(perché l'abbiamo estesa anche nell’area dell"abbondanza” che
verra successivamente rifilata) e il logo rimarra ben leggibile entro i
margini interni, leggermente decentrato verso destra (figura 7).
Eseguiamo la stessa operazione di importazione per la figura del
cameriere, sovrapponendola in parte alla fascia rossa e facendo in
modo che il logo tocchi in qualche punto la figura. Quindi, con lo
strumento testo, aggiungiamo la parola MENU. E cosi terminata la
copertina (figura 8).
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speciale dal digitale alla stampa| *
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La quarta pagina (che nel nostro file affianca la prima nel formato
A4 aperto), verra riservata alle bevande, pertanto caratterizzeremo
la pagina con dei pittogrammi stilizzati necessari per rafforzare
visivamente i testi e soprattutto per consentire a chi legge
di individuare immediatamente la porzione di testo a cui é
pid interessato. La tecnica @ sempre quella di importare i file
eps precedentemente realizzati con Illustrator, o con un altro
programma di grafica vettoriale, e disporli in pagina secondo le
indicazioni previste dal progetto grafico. | testi per questo tutorial
sono simulati dalle linee grigie (figura 9).
Linterno del menu, ovvero le pagine 2 e 3, sono piu semplici da
realizzare. Dal menu Pagine selezioniamo il comando Duplica
pagine affiancate cosi da avere una seconda pagina identica alla
precedente, e cancelliamo da questa tutti gli elementi. Importiamo
illogo e la grafica e disponiamoli esattamente al centro della pagina.
Non ci si deve preoccupare della piega perché una volta aperto il
menu tutti gli elementi grafici a cavallo delle due porzioni di pagina
resteranno perfettamente visibili nella loro interezza, senza alcuna
interruzione. Disponiamo i testi come abbiamo gia fatto nella pagina
precedente e si otterra il risultato visibile in figura 10.
A questo punto il nostro menu é terminato e bisogna preparare
il file PDF per la spedizione al service di stampa. Avendo
lavorato con InDesign sfrutteremo le opzioni di esportazione
che il software mette a disposizione per questo formato e le cui
impostazioni di default sono gia sufficienti a garantire un buon
risultato. importante é selezionare lopzione Qualita tipografica
che rappresenta la scelta migliore per una stampa di alta qualita.
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ANTIPASTI SECOND!
PRIMI
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Volendo essere particolarmente pignoli, si potrebbe chiedere
al service se necessita di uno dei formati PDF compatibili con lo
standard ISO PDF/X-1a:2001 o successivi.
In generale perd, quasi tutti i service si accontentano di un PDF
di alta qualita standard. Non dimentichiamo che questo formato
incorpora anche tutte le font contenute nel documento originale,
Raramente pud accadere che proprio le font generino qualche
tipo di incompatibilita, soprattutto se si utilizzano font di dubbia
origine (e su Internet se ne trovano parecchie...). In questo caso,
il suggerimento é quello di convertire i testi in tracciato (con il
comando Crea profili nel menu Testo) prima di generare il file PDF.
Si pud ora inviare il file al service di stampa e aspettare sereni che i
menu arrivino direttamente al ristorante. CA
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